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Bio

Bio

Classe 1977, l’anno delle rivolte a tutti i livelli… manco a farlo apposta nasco il 14 luglio e i Pariggiotti ancora festeggiano!
Muovo i primi passi dell’infanzia nella Milano anni ’80 (quella da bere) pur essendo di origini calabbreh.
Nell’83 la mia passione é già ben definita: mi trasferisco a casa del cugino quando questo mi mostra orgoglioso il suo Coleco Telstar con Pong.
Da questo momento in poi cresco con una scimmia videoludica non indifferente e divento ben presto babyleggenda nelle sale giochi meneghine…
Nell’anno successivo riesco nel colpo gobbo; accaparrarmi, con magheggi da genio del male, un C64 che condizionerà irrimediabilmente gli anni a venire con interi pomeriggi passati a caricare cassettine che nel 90% dei casi mi congedavano con la scritta “Sintax Error, Ready”..Nello stesso periodo il mio lessico si arricchisce di tutte le imprecazioni conosciute nel Sud Europa…
Al tempo, le mie principali letture sono Zzap, CVG, Gheim Pauà, Consolemania e altre perle dell’editoria videoludica Italiana che accompagnano la mia crescita facendomi sognare con seducenti immagini di giochi rivoluzionari mossi dagli ultimi ritrovati della tecnologia che rispondono al nome di console a 16 bit come Megadrive e SuperNintendo.
Purtroppo i magheggi qui funzionano meno e questa generazione di console la salto a piè pari se non fosse per una parentesi chiamata Atari Lynx che però si chiude subito per la prematura scomparsa dal mercato di software dedicato e imparo a mie spese mentre guardo un mio amico che mi sfotte giocando col Gameboy che…La potenza è nulla senza…supporto…:(
Poi arriva la Play a dare il colpo di grazia alla mia vita sociale che, per fortuna, riparte di slancio (ishtess’ di gatorade) quando mi rendo conto che anche le donne sanno giocare a Tekken…
Da allora ne è passata di acqua sotto i ponti…
Quando cerco di spiegare ad un amico, conoscente o perfetto estraneo che lavoro faccio…solitamente la risposta che ottengo é “figata, ti pagano per giocare!”.
Ci sono due possibili spiegazioni; o io dopo 12 anni non riesco ancora a spiegare in modo decente cosa faccio per guadagnarmi la pagnotta o non appena l’uomo medio sente la parola ‘videogiochi’ basta quello ad interpretare il resto come “cazzeggio”…
Sicuramente faccio un lavoro che mi piace…e per questo mi considero più che fortunato!
La passione che non mi hai lasciato è diventata infatti il primo elemento che contraddistingue il mio lavoro… parlare di videogiochi a chi parla di videogiochi per lavoro.
Nei 12 anni che hanno scandito il mio operato, ho avuto modo di conoscere e lavorare con tutti quei personaggi delle riviste che apprezzavo da tempo come lettore , personaggi prima venerati su una rivista e, ora diventati cari amici.
Sono finito in posti mai creduti, in press tour che hanno sempre regalato grandi soddisfazioni, soprattutto dal punto di vista umano.
Ho avuto (e ho tutt’ora) la grande fortuna di collaborare con i “mostri sacri” del gamedesign cone Ono, Kojima, Platinum Games e publisher del calibro di Konami, Capcom, Sega, Square, Eidos, Tecmokoei 505 games
Gestisco il flusso delle comunicazioni sui media di giochi come Metal Gear Solid, PES, Tomb Raider, Street Fighter,Resident Evil, Castlevania, Final Fantasy e tanti altri…
Insomma, considerando che adoro i videogiochi, se uno mi risponde “figata, ti pagano per giocare!” faccio, un attimo, il risentito… ma non é che mi offendo! ;)
Per ovvie ragioni, in questo blog, non ci saranno recensioni di games (dato che per questo c’è gente molto piu titolata e soprattutto meno schierata del sottoscritto) ma solo opinioni personali su un’industria che conosco bene per passione e professione. Un’industria giovane frenetica e creativa che fa, comprensibilmente, gola a tanti.
In questo spazio cercherò, per quanto possibile, di fornire un punto di vista differente da siti di games e tecnologia canonici; raccontando come si sta “dall’altra parte della barricata”.
Spero, tempo permettendo, di condividere esperienze potenzialmente interessanti per tutti coloro che hanno la mia passione e vogliono sapere qualcosa in piú di questo mondo…visto dall’interno.